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Autore Messaggio
tiziano
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Registrato: May 10, 2006
Messaggi: 12729
Località: Pomezia

MessaggioInviato: Gio Ott 09, 2008 8:27 pm Rispondi citando Torna in cima

In caso di pioggia la prima cosa di cui preoccuparsi è l'isolamento dell'impianto radio e delle batterie. Il sistema migliore, ma che purtroppo non fornisce comunque la sicurezza assoluta, è l'impermealizzazione delle parti elettroniche con la cera. Bisogna cioè riempire di cera i servi e la ricevente.
Per "cerare" l'impianto radio bisogna munirsi di cera d'api e di un'accendino o una candela, purchè la fiamma sia molto piccola e che la cera si sciolga molto lentamente per fare un lavoro più preciso.
Iniziamo dalla ricevente: togliamola dal suo contenitore in plastica, prendiamo del nastro adesivo e formiamo un cappuccio di protezione per coprire i contatti delle spinette, in modo che non vengano sporcati dalla colata di cera, poi si sostituisce il quarzo originale con uno vecchio in modo che una volta finito il lavoro lo si toglie, rimettendo quello originale nel calco che si è formato nella colata di cera.
Con il calore della fiamma si inizia piano piano a fare colare la cera d'api su entrambi i lati di tutto il circuito elettronico della ricevente così da formare un blocco di cera con all'interno il circuito elettronico della ricevente. Dopo si toglie il cappuccio di nastro sopra i contatti ed il quarzo vecchio, poi si richiude il tutto dentro la scatolina della ricevente.
Può succedere che si incontrino delle difficoltà nel richiudere la scatola della ricevente perché la cera colata in eccesso ha aumentato un po' il volume della parte elettronica, ma basta toglierla con un piccolo cutter ed il gioco è fatto.
Con i servocomandi si usa la stessa tecnica: si apre il servo e si fa una bella colata di cera sulla parte elettronica, poi si riempie di grasso al litio la parte superiore dove sono gli ingranaggi e si richiude la scatola del servo ed abbiamo finito.
Bisogna comunque premettere che questa procedura, oltre ad aumentare il peso dell'impianto radio, ne rende difficoltosa la riparazione. Quindi sarebbe consigliabile usare questi particolari impermealizzati soltanto con la pioggia o con la pista bagnata.
Prima di montare il tutto sulla piastra radio, si sigillano con del silicone le giunture della scatola dei servi, le viti di chiusura e l'uscita del filo della spinetta.
Poi, per un'ulteriore protezione, si inseriscono ricevente e batterie nei classici palloncini.
Una volta montate le squadrette sui servi, si riempie con il grasso al litio tutta la zona di contatto fra il servo ed il millerighe ed anche la vite di fissaggio delle squadrette. Infine, si chiude la spinetta di contatto con la ricevente dentro un palloncino chiuso alle estremità con delle piccole fascette.
Passiamo ora al motore che ovviamente necessita una messa a punto specifica per il bagnato.
La prima cosa da fare è mettere una testa di raffreddamento più piccola o con una alettatura di dimensioni ridotte, affinché il motore possa mantenere una temperatura sufficientemente alta. Nei casi in cui oltre alla pioggia vi sia anche una bassa temperatura, si possono ricoprire le alette della testa di raffreddamento con un foglio di alluminio per alimenti.
Molto spesso, su una pista molto bagnata si usano motori con accoppiamento buggy, per avere una erogazione della potenza più morbida e quindi più guidabile in condizioni di scarsa aderenza, inoltre il motore buggy è particolarmente adatto alle condizioni più estreme perché generalmente monta il cuscinetto piccolo con la schermatura in gomma che lo protegge maggiormente dall'acqua.
La carburazione in questi casi deve essere sempre molto precisa, perché se troppo magra è soggetta ovviamente ai "vuoti" in accelerazione, se invece troppo grassa il motore non raggiunge mai una temperatura di esercizio sufficientemente alta per farla rimanere costante, con il pericolo che, dopo pochi giri, tenda ad ingrassarsi sempre di più fino a spegnersi, soprattutto quando si incontrano delle pozze di acqua.
Ovviamente una candela più "calda " può aiutare a diminuire questo inconveniente.
Un'attenzione particolare va poi dedicata al filtro dell'aria e, naturalmente, all'assetto ed alla guida da pioggia.
Continuiamo quindi con il filtro dell'aria la cui funzione, ovviamente, è di evitare che, oltre allo sporco, anche gli spruzzi d'acqua entrino nel carburatore. A questo scopo, il filtro omologato Efra può essere sufficiente se la pioggia non è torrenziale ma, se l'acqua in pista è veramente molta, c'è il pericolo che la spugna del filtro si impregni d'acqua a tal punto da fare spegnere il motore.
Per ovviare a questo inconveniente si può togliere la spugna dal filtro, aggiungere una presa d'aria inserita nell'ins. box rivolta in basso e sulla testa del motore, in modo da fare entrare nel carburatore aria calda ed asciutta.
Passiamo ora all'assetto per la pioggia. Il primo intervento che si fa abitualmente è quello di aumentare la trazione all'avantreno.
Solitamente nelle attuali 1/8 basta cambiare la puleggia esterna del rinvio centrale (quella vicina al supporto marmitta) con una che abbia un minor numero di denti (anche solo 1 in meno) che di solito è fornita di serie nella scatola di montaggio.
Per aumentare ancora di più il grip sul bagnato, visto che in quelle condizioni non è mai sufficiente, montiamo delle molle più morbide ed alziamo il punto di attacco degli ammortizzatori sia anteriori che posteriori. In presenza di molta acqua sulla pista, si possono anche staccare le due barre stabilizzatrici per aumentare il rollio ed il grip in accelerazione.
Nelle piste dove si formano molte pozze d'acqua, si tende ad alzare il telaio dal suolo comprimendo le molle tramite le ghiere degli ammortizzatori, così da aumentare ancora di più il rollio e di conseguenza la tenuta laterale.
Con il telaio più alto si diminuisce anche l'effetto acquaplaning che non si verifica soltanto sotto le ruote, ma anche sotto il telaio. Se si è assettati molto bassi, si può formare un cuscinetto d'acqua fra telaio ed asfalto che, con l'aumentare della velocità tende a sollevare l'automodello con conseguente perdita di aderenza.
Anche la convergenza posteriore può darci una mano: basta "chiudere" appunto la convergenza di un paio di gradi ed anche in questo caso si aumenta il grip.
Una volta fatto l'assetto per il bagnato, bisogna scegliere le gomme adatte alla pista in quelle specifiche condizioni. E' molto difficile azzeccare la gomma giusta, perché la scelta è condizionata da molti fattori come il tipo di asfalto, la gommatura preesistente sullo stesso, la quantità d'acqua presente in pista ecc. ecc. Comunque, per semplificare, con pista umida o poco bagnata si usano le gomme in spugna da "umido".
Ce ne sono di diversi tipi e marche che hanno caratteristiche diverse, ma non esiste quella che si eleva nettamente come prestazioni dalle altre, a volte si ha più grip con un tipo a volte con un altro, in conseguenza delle condizioni della pista. Con la pista molto bagnata, si usano gomme in spugna ricoperte di una pellicola di gomma in lattice ed anche in questo caso ci sono diverse possibilità di scelta o addirittura di autocostruirsele con le tyres cap, il tubeless di gomma-lattice che si trova facilmente in commercio.
Anche in questo caso però l'efficacia è condizionata, oltre che dal tipo di lattice, anche dalla durezza della spugna su cui viene incollato.
Per concludere, va detto che anche la guida andrà adattata al bagnato. Ovviamente è inutile sottolineare che si dovrà essere molto "morbidi" con i movimenti di acceleratore-freno e sterzo.
Un accorgimento che possiamo utilizzare è quello di ridurre la velocità del servo in apertura di gas (ormai tutte le radio hanno questa funzione), così da creare una sorta di antispin molto rudimentale per avere un'apertura dell'accelleratore sempre morbida e lineare anche se esageriamo con il dito. Anche le traiettorie sono molto importanti: spesso accade che, con piste molto gommate, quando inizia a piovere la traiettoria che si percorreva con la pista asciutta diventa il punto più scivoloso della pista. Specialmente in accelerazione, la patina di olio e gomma che si forma sull'asfalto, rende quel punto della pista estremamente scivoloso, quindi per avere un grip migliore bisogna guidare al di fuori delle traiettorie ideali


ARTICOLO DEL CAMPIONE STEFANO SOLAROLI PER ECOMODEL

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La passione per i motori è qualcosa che ti nasce dentro, sin da piccolo, quando sentire il rombo di un motore ti fa battere il cuore come una bella donna, è come una droga, ti nasce una dipendenza dal nitrometano,
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